BLIZZARD OZZ

Track list:

 

01) I don't know

02) Crazy train

03) Goodbye to romance

04) Dee Suicide solution

05) Mr. Crowley

06) No bone movies

07) Revelation (mother Earth)

09)  Steal away (the night)

Formazione

 

Casa discografica: Jet Records

Anno: 1981

Note: 1 cd

Esordio con il botto. Solo così si può descrivere la prima prova da solista di un Ozzy Osbourne che aveva appena lasciato i Black Sabbath. E’ il primo atto della nuova incarnazione osbourniana. Aiutato da un giovanissimo mago delle sei corde come Randy Rhoads, proveniente dagli allora sconosciuti Quiet Riot, (dotato di una grande tecnica ma soprattutto di un grande calore), e da due veterani come Bob Daisley (Chicken Shack,Widowmaker,Rainbow) e Lee Kerslake (Toe Fat,Uriah Heep), Ozzy riesce a mettere assieme un brano più bello dell'altro: basta il trio d'apertura "I don't know"-"Crazy train"-"Goodbye to romance" per sottolineare il valore di questo disco che, si pone ai vertici della produzione del Madman. E che dire di "Mr. Crowley" e "Suicide solution" (che valse al cantante una lunga causa legale intentata dai genitori di un ragazzo suicidatosi - secondo l'accusa - sotto l'influenza di questa canzone)?I brani di Blizzard diventano subito dei classici e grazie al magico guitar work di Randy Rhoads e alle tastiere dell’ospite Don Airey vengono evocate atmosfere ariose e particolari. Definire "Blizzard of Ozz" è estremamente facile: si tratta di un Heavy Metal venato di N.W.O.B.H.M. e costruito attorno ai riff della chitarra di Randy Rhoads e a cui la voce particolare di Ozzy Osbourne non fa che donare un tocco di malvagità. Alla produzione c’è Max Norman.

 

DIARY A MADMAN

Track list:

 

01) Over the mountain

02) Flying high again

03) You can't kill rockn'n'roll

04) Believer

05) Little dolls

06) Tonight

07) S.A.T.O.

08) Diary of a madman

Formazione

 

Casa discografica: Jet Records
Anno: 1981
Note: 1 cd

A pochi mesi di distanza dal suo esordio la pregiata ditta Osbourne-Rhoads torna sulle scene con un lavoro che non fa che confermarne le immense doti del guitarist. Bob Daisley e Lee Kerslake sono gia’ partiti per gli Uriah Heep, e come sostituti vengono chiamati Rudy Sarzo al basso (anch’egli dei Quiet Riot) e Tommy Aldrige alla batteria, (Black Oak Arkansas,Pat Travers). "Diary of a madman" - malgrado la terribile copertina - infatti si rivela un disco di grande valore, grazie anche a un suono meno datato e più metal. I brani contenuti,salvo un paio di eccezioni, sono assolutamente straordinari e in certi momenti sono da brivido.Se , infatti,c’è un grande sfoggio di tecnica,c’è anche una favolosa carica emotiva:la chitarra di Randy Rhoads è ancora capace di sfornare magici riff, così come la voce di Ozzy Osbourne si dimostra ben solida, per un album anche questa volta di puro Heavy Metal e che tocca i suoi vertici negli episodi piu’ tirati come "Over the mountain", “S.A.T.O.” su tutti, "Flying high again" (inno all'uso di sostanze stupefacenti),Believer e nell'ipnotica "Diary of a madman"; quest'ultimo brano, molto neoclassico nei suoi cori e dotato di ottimi arrangiamenti, è la dimostrazione lampante di come siano maturate le capacità compositive del musicista britannico.

 

BARK AT THE MOON

Track list:

 

01) Rock'n'roll rebel

02) Bark at the moon

03) You're no different

04) Now you see it (now you don't)

05) Forever / Centre of eternity

06) So tired

07) Waiting for darkness

08) Slow down

09) Spiders

 

Formazione

 

Casa discografica: Epic Records

Anno: 1983

Note: 1 cd (l'ottavo brano non è presente in tutte le edizioni)

Sostituire un chitarrista del calibro di Randy Rhoads era un'impresa quasi disperata, ma Ozzy Osbourne cominciò proprio in questa occasione a mostrare le sue doti di grande talent-scout. Ad essere scovato e lanciato in questo caso è Jake E. Lee (vero nome Jake Lou Williams), chitarrista molto tecnico , che ripaga la fiducia riposta in lui con una prova non all'altezza del suo predecessore, ma comunque di grande spessore, avendo avuto se non altro la furbizia di non imitare Randy Rhoads ma di interpretare i brani secondo il suo gusto personale .Al basso rientra Bob Daisley ,Don Airey alle tastiere come elemento fisso e Tommy Aldrige alla batteria. Così in "Bark at the moon" il punto debole non è stato - come molti temevano - il chitarrista, ma piuttosto una minore ispirazione a livello compositivo, cosicché qui non si è ripetuto il miracolo dei due dischi precedenti costituiti esclusivamente da hit. Accanto a canzoni che rinnovano i fasti del passato come la titletrack ,”Rock’n’roll rebel” ,”Waiting for darkness” e “Forever” (grande scandalo solleva “So tired” un tema orchestrale che unito al video,pero’, si rivela assolutamente esilarante) convivono infatti altri pezzi tutto sommato anonimi; ma è colpa di Ozzy, che coi due album precedenti ci aveva abituati troppo bene. Purtroppo anche la produzione ha fatto la sua parte, donando - tranne che in un paio di casi - suoni meno heavy.

 

THE ULTIMATE SIN

Track list:

 

01) The ultimate sin

02) Secret loser

03) Never know why

04) Thank God for the bomb

05) Lightning strikes

06) Never

07) Killer of giants

08) Fool like you

09) Shot in the dark

Formazione

 

Casa discografica: Epic Records

Anno: 1986

Note: 1 cd

Dopo un periodo di riflessione durato tre anni - e che si veniva a contrapporre a un inizio di carriera solista a dir poco frenetico - Ozzy Osbourne torna con un lavoro solido e ben studiato. Jake E. Lee, autore di ottimi riff, pare molto ispirato. La formazione viene di nuovo stravolta, entra alla batteria Randy Castillo (Lita Ford) ,al basso Phil Soussan (Wild Life,New Torpedos) e alle tastiere l’eclettico sessionman Mike Moran ."The ultimate sin" è stato spesso accusato di essere un po' troppo pop e di strizzare l'occhio al mercato americano, ma se ciò può essere vero per alcuni dei suoi brani (carini ma che non passeranno certo alla storia), è altrettanto innegabile che gemme del calibro di "Killer of giants", "The ultimate sin", "Shot in the dark" e "Never know why" nobiliterebbero qualsiasi album. E’ il disco del grande successo ,ma al di la’ dell’indubbia riuscita commerciale Ozzy non sembra soddisfatto della produzione un po’ piatta e scontata di Ron Nevison.

 

NO REST FOR THE WICKED

Track list:

01) Miracle man

02) Devil's daughter

03) Crazy babies

04) Breaking all the rules

05) Bloodbath in paradise

06) Fire in the sky

07) Tattooed dancer

08) Demon alcohol

09) Hero

10) The liar

Formazione

 

Casa discografica: Epic Records

Anno: 1988

Note: 1 cd (l'ultimo brano non è presente in tutte le edizioni)

Andatosene Jake E. Lee (non proprio volontariamente!!!!) per intraprendere una carriera artistica indipendente (Badlands), Ozzy Osbourne torna a fare il talent scout e questa volta scova un altro giovane chitarrista, che risponde al nome di Zakk Wylde. E, malgrado la sua giovane età - ma grazie, in particolar modo, a una personalità davvero forte - è proprio quest'ultimo a caratterizzare "No rest for the wicked";stile chitarristico molto differente dai suoi predecessori, ma avendo un suo modo di suonare molto particolare, tecnicamente ineccepibile e soprattutto di grande effetto, dona ai brani quel brio in più che in taluni casi - ossia nei brani meno convincenti - riesce a nascondere certi difetti a livello compositivo. Dotato di sonorità molto heavy, questo album trova nelle varie "Miracle man", "Crazy babies",”Braking al the rules” e "Bloodbath in paradise" i suoi momenti migliori. Alla batteria rimane Randy Castillo e al basso figura Geezer Butler.

 

NO MORE TEARS

Track list:

 

01) Mr. Tinkertrain

02) I don't want to change the world

03) Mama I'm comin' home

04) Desire

05) No more tears

06) S.I.N.

07) Hellraiser

08) Time after time

09) Zombie stomp

10) A.V.H.

11) Road to nowhere

Formazione

 

Casa discografica: Epic Records

Anno: 1991

Note: 1 cd

Erede spirituale di "No rest for the wicked" - di cui rappresenta per molti versi la continuazione - "No more tears" vede di nuovo alle sei corde uno Zakk Wylde in piena forma accanto a un Ozzy Osbourne al massimo della sua maturazione artistica. Sarà che il passare degli anni incide anche su personaggi come il Madman, ma questo album vede per la prima volta un continuo alternarsi tra momenti più decisi e altri più riflessivi, che si concretizzano soprattutto nella ballad "Mama, I'm coming home" (di grande effetto anche se, come tutti i brani di questo tipo, un po' troppo commerciale) e nella semi-ballad "Road to nowhere". Il suono della chitarra è heavy e distorto come non mai, ma a contrapporsi a ciò ecco le tastiere, affidate a John Sinclair, spesso in primo piano e pronte quando serve ad addolcire l'atmosfera(“No more tears” su tutte). Come sempre è accaduto dopo i primissimi album di Ozzy Osbourne, anche in questo lavoro accanto a brani irresistibili (su tutti la title-track, "I don't want to change the world",”Desire” ed "Hellraiser" - scritta assieme a Lemmy Kilmister -) convivono alcuni pezzi di calibro inferiore ma che non sfigurano affatto. Da segnalare "A.V.H.", brano dal forte accento rock sudista, premonitore di quella che sarebbe stata la strada percorsa da Zakk Wylde nella sua futura carriera solista. (Pride & Glory ,Black Label Society)

 

OZZMOSIS

Track list:

 

01) Perry Mason

02) I just want you

03) Ghost behind my eyes

04) Thunder underground

05) See you on the other side

06) Tomorrow

07) Denial

08) My little man

09) My Jekyll doesn't hide

10) Old L.A. tonight

11) Whole world's falling down

Formazione

 

Casa discografica: Epic Records

Anno: 1995

Note: 1 cd (l'ultimo brano è presente solo nella versione giapponese)

Solo quattro anni sono passati da "No more tears", ma sembrano secoli: infatti dove sono andati a finire lo smalto e la brillantezza non solo dei suoi brani ma anche della sua voce? Ozzy se ne esce con Ozzmosis , un disco molto particolare ,al di fuori dai canoni del genere che il Madman ha creato nei vari dischi precedenti.Se l'opener "Perry Mason" e’ stupenda, per il resto dell’album si tratta di brani molto piu’ mid-tempo, con i suoni molto distanti dai precedenti album .Probabilmente Ozzy si’ e voluto adeguare ai tempi ,ma con scarso risultato . Anche la stessa "Thunder underground", che teoricamente dovrebbe essere un ritorno al passato, in realtà - malgrado il titolo - non è affatto aggressiva. Coinvolti in questa disfatta (per alcuni e’ stato un successo!!!) sono anche i musicisti che hanno accompagnato Ozzy in questa avventura, Zakk Wylde compreso, sotto tono e irriconoscibile nel modo di suonare.

 

DOWN TO EARTH

Tracklist:

 

1) Gets me through

2) Facing in hell

3) Dreamer

4) No easy way out

5) That I never had

6) You know…(part.1)

7) Junkie

8) Running out of time

9) Black illusion

10) Alive

11) Can you hear them?

Formazione

 

Casa discografica: Sony / Epic Records

Anno: 2001

E dopo l’ennesime voci di ritiro ecco che il Madman spiazza di nuovo tutti con l’uscita di questo Down to Earth. Anche in questo album e’ seguito dall’ormai fedele scudiero , ma qui veste di session man , Zakk Wylde. La sezione ritmica invece e’ affidata a Robert Trujillo (Suicidal Tendencies) al basso , alla batteria Mike Bordin (Faith no More) e alle tastiere e alla produzione l’amico Tim Palmer. Anche in questo album ci sono delle novita’ rispetto al precedente. I suoni ,probabilmente dovuti alla produzione ed ai tempi, sono molto piu’ impastatie notiamo un po’ di basi elettroniche in qualche songs. Nonostante questo, l’abum è gradevole e non mancano certo canzoni di alto livello come il singolo “Gets me through”, “Facing in hell”, “That I never had” ed il classico lentone “Dreamer”. Speriamo che dopo altre mille voci di ritiro ritorni come sempre, alla grande!!!!!!!!!!

By FABIO B.